Indymedia in Italia. 1

1. Italy prima di Italy

La prima traccia pubblica di Indymedia (((I))) in Italia è una e-mail datata 5 giugno 2000.


Date: Mon, 5 Jun 2000 15:44:30 +0200
To: net-i@zkm.de
From: net_institute_apparatus <net-i@zkm.de>
Subject: Indymedia Italia – CALL FOR PARTECIPATION

[copia, diffondi, forwarda, stampa, pubblica, invia per fax..]

1.6.2000
INDEPENDENT MEDIA CENTER ITALIA – CALL FOR PARTECIPATION http://net-i.zkm.de/indymedia

Il net_institute sta curando la realizzazione della sezione italiana di Indymedia (http://www.indymedia.org/) il network autogestito via internet divenuto celebre per aver diffuso in tutto il mondo le immagini delle proteste di Seattle contro il WTO. Indymedia ha rappresentato una rottura nel mediascape nord-americano ed ora si appresta a fare lo stesso anche in Italia, ultimo nodo ad aggiungersi al suo network ormai divenuto internazionale.

Nato per esigenze di copertura mediatica di un evento che i media rischiavano di deformare, Indymedia ha dimostrato possibile grazie a internet la creazione di mass media dal basso, autogestiti, non-profit e indipendenti dai media istituzionali e commerciali. Nulla e’ stato piu’ come prima, perche’ i grandi media hanno dovuto confrontarsi con una voce che si era accreditata agli occhi dell’opinione pubblica come attendibile e indipendente quanto loro. La vera forza di Indymedia sta in ultimo nella capacita’ di influenzare i grandi media, di costringerli a collaborare con l’informazione dal basso, di vigilarne la condotta e richiamarli all’obiettivita’. Indymedia e’ lo zoccolo che si incunea negli ingranaggi della grande macchina mediatica e la costringe a riavviarsi in modo nuovo.

Indymedia Italia si sviluppera’ strategicamente considerando la natura e la situazione dei media italiani e si conquistera’ una propria visibilita’ all’interno del panorama televisivo, radiofonico, della stampa, della rete. Indymedia Italia sara’ una piattaforma modulare e mobile che sapra’ innestare dinamicamente i propri formati nel palinsesto televisivo e radiofonico nazionale.

In un paese dove i 7 telegiornali nazionali sono la copia esatta l’uno dell’altro, paese europeo divenuto tristemente famoso per l’assetto “sud-americano” della sua informazione, Indymedia Italia rapppresentera’ una rottura rivoluzionaria. Indymedia Italia sara’ un telegiornale quotidiano fruibile a qualsiasi ora da chiunque abbia un computer collegato a internet. In un epoca di colonizzazione selvaggia della rete e dei primi esperimenti di Web Tv da parte dei grandi monopoli della comunicazione, battendo tutti sul tempo, Indymedia Italia sara’ la prima Web Tv italiana con un apparato redazionale organizzato, motivato e indipendente.

Indymedia deve la sua forza mediatica ad una piattaforma web flessibile e user-friendly, ad un database completamente automatizzato e a potenti server per lo streming audio-video. La caratteristica piu’ importante e’ che i contenuti possono essere aggiornati e controllati da chiunque attraverso un computer collegato a internet. Chiunque puo’ caricare ed editare registrazioni audio e video, immagini, articoli, news, comunicati. La redazione non ha bisogno di essere centralizzata, puo’ costituirsi li’ dove l’evento accade e organizzarsi a network attraverso email e canali IRC. Indymedia Italia partira’ su server ubicati geograficamente negli Stati Uniti ma si spera di poter avere al piu’ presto tutte le infrastrutture in Italia.

La staff tecnico e redazionale di Indymedia Italia si costituira’ nel modo piu’ plurale possibile, tenendo conto di tutte le precedenti esperienze di informazione dal basso in Italia. Il net_institute ha solo un ruolo di coordinamento iniziale e di tramite tecnico tra Indymedia e Indymedia Italia.

Indymedia Italia cerca redattori, giornalisti, organizzatori, tecnici, attivisti, videomaker, fotografi e soprattutto web designer, sistemisti, linuxisti, hacker sensibili ai temi dell’informazione libera e disposti a lavorare alla creazione di Indymedia Italia. Indymedia Italia si rivolge in particolare a tutte quelle esperienze che hanno gia’ sperimentato in questi anni forme di informazione dal basso, indipendenti, autogestite, con la speranza di valorizzare al meglio la ricchezza di questo network. Indymedia Italia e’ un progetto completamente non-profit che al momento e’ stato sviluppato senza alcuna forma di finanziamento. Se vuoi sostenere il progetto anche solo fornendo macchine e attrezzature, scrivi all’indirizzo sottostante.

Indymedia Italia sara’ tecnicamente operativo intorno al 10 giugno in tempo per seguire gli eventi della contestazione contro il meeting OCSE a Bologna. Si terra’ una riunione organizzativa a Bologna prima del 10 giugno e una a Roma in occasione di Hackmeeting 2000. Comunicare al piu’ presto la proprio disponibilita’ inviando nome, email, numero di telefono, e possibilmente un breve curriculum a: mailto:net-i@zkm.de 

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FORWARD n3t_!nstitute news
unsubscribe news > mailto:net-i@zkm.de?subject:unsubscribe_it
subscribe news > mailto:net-i@zkm.de?subject:subscribe_it

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SUBSCRIBE net_institute mailing list!
/network internazionale per la cultura e la critica della rete/
/international network for net culture and net criticism/
mailto:net-i-list-subscribe@cs.unibo.it http://net-i.zkm.de/list

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http://net-i.zkm.de mailto:net-i@zkm.de


Nel testo veniva annunciata una riunione organizzativa a Bologna e una successiva a Roma, all’interno dell’Hackmeeting.

Una settimana dopo compare on-line il sito italy.indymedia.org (((i))) annunciato ancora via e-mail.


Date: Mon, 12 Jun 2000 11:33:27 +0200
To: italy@indymedia.org
From: Indymedia Italia <italy@indymedia.org>
Subject: INDYMEDIA ITALIA – Open now!

[ copia diffondi stampa pubblica forwarda invia per fax … ]

INDEPENDENT MEDIA CENTER ITALIA The italian media revolution!

OPEN NOW!

http://italy.indymedia.org

Oggi, 12 Giugno 2000, alle ore 11.00 e’ stato attivato il canale web di Indymedia Italia, il primo mass media indipendente italiano via internet. Indymedia presenta la sua rivoluzionaria missione nel panorama dei media italiani e invita tutti a partecipare ad un appassionante assalto al cielo.

“Indymedia e’ un network di media gestiti collettivamente per una narrazione radicale, obiettiva e appassionata della verita’. Ci impegniamo con amore e ispirazione per tutte quelle persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle distorsioni dei media che con riluttanza si impegnano a raccontare gli sforzi dell’umanita’ libera” (dalla presentatione americana).

Indymedia ha rappresentato una rottura nel mediascape nord-americano ed ora si appresta a fare lo stesso anche in Italia, ultimo nodo ad aggiungersi al suo network internazionale. Nato per esigenze di copertura mediatica di un evento che i media rischiavano di deformare, le proteste di Seattle contro il WTO, Indymedia ha dimostrato possibile grazie a internet la creazione di mass media dal basso, autogestiti, non-profit e indipendenti dai media istituzionali e commerciali.

Nulla e’ stato piu’ come prima: da quel momento i grandi media hanno dovuto confrontarsi con una voce che l’opinione pubblica considera attendibile, e questo li ha costretti a una maggiore obiettivita’. La vera forza di Indymedia sta in ultimo nella capacita’ di influenzare i grandi media, di costringerli a collaborare con l’informazione dal basso, di vigilarne la condotta. Indymedia e’ lo zoccolo che si incunea negli ingranaggi della grande industria dei media e la costringe a riavviarsi in modo nuovo.

In un paese come l’Italia dove i 7 telegiornali nazionali sono la copia esatta l’uno dell’altro, paese in cui l’informazione e ancora infeudata alle burocrazie di regime o ai grandi gruppi economici, Indymedia rapppresenta una rottura rivoluzionaria. Indymedia Italia e’ un telegiornale quotidiano fruibile a qualsiasi ora da chiunque abbia un computer collegato a internet. In un epoca di colonizzazione selvaggia della rete e dei primi esperimenti di Web Tv da parte dei grandi monopoli della comunicazione, battendo tutti sul tempo, Indymedia si presenta come prima Web Tv italiana con un apparato redazionale organizzato, motivato e indipendente.

Indymedia deve la sua forza mediatica ad una piattaforma web flessibile e user-friendly, ad un database completamente automatizzato, a potenti server per lo streming audio-video, ad un flusso di news sempre aggiornato. La caratteristica piu’ importante e’ che i contenuti possono essere aggiornati e controllati da chiunque attraverso un computer collegato a internet. Chiunque puo’ caricare ed editare registrazioni audio e video, immagini, articoli, news, comunicati. La redazione non ha bisogno di essere centralizzata, puo’ costituirsi li’ dove l’evento accade e organizzarsi a network attraverso email e canali IRC.

Indymedia Italia si sviluppa strategicamente considerando la storia e la stato attuale dei media italiani e vuole conquistarsi una propria visibilita’ nel panorama televisivo, radiofonico, della stampa, della rete. Indymedia Italia e’ una piattaforma che sa innestare dinamicamente i propri formati nel palinsesto nazionale e aspira a conquistare spazi autogestiti sui canali pubblici, come gia’ accade in alcune televisioni europee.

Indymedia Italia cerca redattori, giornalisti, organizzatori, tecnici, attivisti, videomaker, fotografi e soprattutto web designer, sistemisti, linuxisti, hacker sensibili ai temi dell’informazione libera e disposti a lavorare a Indymedia Italia. Indymedia si rivolge in particolare a tutte quelle esperienze italiane che hanno gia’ sperimentato in questi anni forme di informazione dal basso, indipendenti, autogestite, con la speranza di valorizzare al meglio la ricchezza di questo network. Comunicare la proprio disponibilita’ inviando nome, email, numero di telefono, e un breve curriculum a: italy@indymedia.org

Indymedia Italia inaugura la sua attivita’ seguendo la settimana di eventi del meeting contro l’OCSE, che si tiene a Bologna dal 12 a 15 giugno.

Join the media revolution! Join Indymedia Italia!

http://italy.indymedia.org

contact: italy@indymedia.org

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Mostra il logo di Indymedia Italia sulla tua homepage. Partecipa ad un network internazionale di informazione libera!

http://images.indymedia.org/imc/italy/imc_italy-thumb.gif – small http://images.indymedia.org/imc/italy/imc_italy.gif – big

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developed by the net_institute

http://net-i.zkm.de


Home di italy.indymedia.org (15/08/2000) da archive.org

Home di italy.indymedia.org (15/08/2000) da archive.org

I due messaggi hanno un contenuto molto simile e presentano (((i))) in una veste un po’ diversa da quello che poi diventerà in seguito, un progetto che però si manterrà sempre all’interno delle linee guida originali.

Allo stesso modo venne diffusa a fine giugno la prima newsletter.


Date: Fri, 30 Jun 2000 00:36:34 +0200
To: italy@indymedia.org
From: IndyMedia Italia <italy@indymedia.org>
Subject: IndyNews #1 – 27.6.2000

/ copia diffondi stampa pubblica forwarda faxa /

INDYMEDIA ITALIA NEWSLETTER #1 – 27.6.2000

News From The Indipendent Media Center Italia Join The Italian Media Revolution Now!
Web Channel: http://italy.indymedia.org Contact: mailto:italy@indymedia.org

“4000 poliziotti non servono a nulla, serviranno sola- mente ad amplificare la voce di chi ha ragione, la vostra forza e’ la forza della prepotenza, la nostra forza e’ la forza del sapere che ha saputo unirsi alla sapienza” [dal video di presentazione del NO-OCSE]

Dear all,

questo e’ il primo newsletter di Indymedia Italia, a due settimane dalla guerra lampo lanciata al mediascape italiano. Raffredata finalmente la facile euforia delle folle in moto, ci ritroviamo con una piccola breccia nella cortina dei media italiani e un progetto che sta crescendo velocemente. Questo e’ un resoconto del lavoro svolto finora, uno sguardo gettato sul “nuovo movimento” italiano e un invito a partecipare alla costruzione attraverso la rete del primo mass medium indipendente italiano.

In cantiere ci sono, innanzitutto, la costituzione di una redazione tecnica ed editoriale numerosa ed esperta, una collaborazione con Radio Popolare (per sperimentare uno scambio di flussi di informazione e di utenti tra i due livelli del mediascape: radio e rete), un idea di trasmissione televisiva indipendente, sul modello degli spazi concessi nelle tv del nord europa.

Indymedia non vuole dare un taglio personale e soggettivo alla propria informazione. Anche questo newsletter spera di essere solo un mezzo per far circolare informazioni, connettere progetti e persone, fare network, senza i personalismi tipici del “modus operandi” italiano.

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JOIN THE ITALIAN MEDIA REVOLUTION! Indymedia Italia si sta organizzando in una redazione nazionale aperta. Servono redattori, web designer, programmatori e amministratori di server. Indymedia e’ stato finora realizzato senza alcun finanziamento, grazie al lavoro di una ventina di persone e all’impegno continuativo 24 ore su 24 di due persone. Iscriviti alla mailing list della redazione di Indymedia Italia: scrivi un messaggio di presentazione e proposte a: italy@indymedia.org

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INDYMEDIA ITALIA CERCA UNO SPONSOR! Per poter realizzare i suoi progetti e potenziare le sue tecnologie. Se hai qualche idea o proposta scrivi a Indymedia Italia.

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SPECIALE NO-OCSE – BOLOGNA 13-15 GIUGNO 2000 Tutte le news e i video su:

http://italy.indymedia.org

I MIGLIORI VIDEO DEL NO-OCSE
° presentazione delle mobilizatione NO-OCSE
° blocco di via Stanlingrado contro pubblicita’ Telecom ° Elefanti viola nudi contro l’OCSE
° Intervista a Bifo sul NO-OCSE
° inizio del corteo e interviste
° interviste e corteo Contropiani
° il corteo regge la carica per qualche minuto!
° dopo la carica della polizia un corteo gioioso…

IL VIDEO SHOCK
Il video che ha mosso interrogazioni parlamentari.
I poliziotti urlano “bastardi” al corteo (?) e picchiano con il ferro del manganello un attivista salvato
solo dai fotografi.

IL MANTRA DI INDYMEDIA
“Sono sotto costante controllo video: questo e’ il mantra che le forze dell’ordine a Bologna per il vertice OCSE devono ripetere. Si ricordino che sono sotto il controllo video di circa 40 videooperatori indipendenti. Webcam sono state piazzate alle finestre dei palazzi. Ogni operatore e’ a sua volta filmato da un altro operatore a distanza. Fare informazione e filmare e’ un diritto di tutti. Nessun articolo di legge puo’ impedirlo.” (dal comunicato di un gruppo di videomaker)

APPELLO
Il giornalista RAI Paolo Barnard denuncia la GdF. Si cercano il giovane picchiato a Bologna dalla Guardia di Finanza il 14 giugno e il fotografo picchiato dalla polizia il 13 maggio a Bologna. In risposta alle denuncie della questura, alcuni liberi cittadini denunciano la questura.

IL MIO CORPO NON SI BREVETTA
Bifo e gli elefanti viola in nudo integrale a pochi metri dalla sala del vertice Ocse: “Siamo nudi perche’ ci accusano di essere violenti”.

VIVERE SENZA CONFINI
Liberta’ di circolazione per tutti i migranti! La pubblicita’ di Telecom Italia e’ complice del NO-OCSE e sostiene la liberta’ di circolazione di tutti gli esseri umani attraverso tutti confini.

MANIFESTAZIONE CONTRO FORZA NUOVA
13.05.00 BOLOGNA, Sabato. La polizia spara lacrimogeni ad altezza d’uomo contro il corteo pacifico di 10.000 persone contrario al meeting di Forza Nuova. Un ragazzo e’ ferito al petto. Dopo la carica la polizia lascia passsare il corteo, dimostrando l’utilita’ e l’intelligenza di questa dimostrazione di forza. Il segretario dei DS, Zani commenta: “Meglio 10.000 che nessuno”. Il vice questore ordina la carica con queste parole: “Massacrateli” (fonte: La Stampa).

RADIO:
° In tutta Italia: Popolare Network

MEDIA:
° Carta. Mensile e sito dei cantieri sociali italiani.
° European Counter Network. Isole nella rete.

EVENTI:
° Hackmeeting 2000. 16/17/18 giugno, Roma
° World Pride 2000. 1-9, luglio. Roma.

INTERNATIONAL NEWS:
° Windsor Canada – protests anti OAS ° Indymedia breaks out in Belgium
° Independent Radio B92 Seized
° Campaign: Put a Fist on your site

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DISCLAIMER – Indymedia Italia non e’ legalmente responsabile del contenuto presente sul suo sito. Indymedia Italia non produce alcun tipo di servizio giornalistico o audio-video ma utilizza soltanto il materiale e le informazioni messe a disposizione gratuitamente dagli utenti che si collegano al sito. Indymedia non e’ legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse dai suoi
utenti. I server che ospitano il sito di Indymedia sono collocati geograficamente negli Stati Uniti e nessun redattore italiano puo’ rispondere in Italia per questioni legali legate al contenuto del
sito che coinvolgano il diritto italiano. Il contenuto del sito puo’ avere carattere offensivo per alcune persone. Indymedia non prende parte ne’ interviene in alcun modo in azioni legali che utilizzano
il materiale del sito come prova giudiziaria. In questo modo Indymedia pensa di preservare la sua funzione di servizio indipendente e neutrale.

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[Segue la riproduzione del primo annuncio]


La lettura dei tre documenti è un ottimo modo per capire come si muovevano all’inizio gli attivisti interessati a “fare indymedia”.

Il testo che segue è tratto da una tesi di Laurea, che copre una parte della storia di (((i))), messo in Rete nel giugno del 2005, in occasione del quinto anniversario dalla fondazione.


“I primi mesi di vita di Indymedia in Italia, da Giugno 2000 fino a Gennaio del 2001, sono segnati dalla nascita ufficiale, a Bologna, e dal primo piccolo mediacenter – TPO e libreria Grafton 9 – in occasione delle proteste contro il vertice OCSE. Sono i primordi di Indymedia Italia.
Seguono, dopo l’estate, la ‘trasferta’, di alcuni, a Praga – su cui verrá realizzato il video Rebel Colors, video di Indymedia internazionale, con il contributo determinante degli italiani di Candida, che lo presentano in versione italiana a Roma, al Forte Prenestino, l’8 dicembre.
La presentazione al Forte é l’occasione per la prima riunione nazionale dei partecipanti all’IMC italiano. Si fa il punto della situazione, sei mesi dopo Bologna. L’inverno é ricco di manifestazioni antifasciste (Milano, Firenze, …); a Gennaio c’é la copertura offerta alle proteste in Svizzera, di chi si oppone al summit del WEF, tra i monti di Davos. Indymedia da prova della propria fantasia e mobilitá… con l’indy-camper che si arrampica per le valli svizzere, tra neve e poliziotti stile robocop.
Dal Gennaio 2001, con la copertura di Davos, fino al Giugno dello stesso anno (cioé prima di Genova) abbiamo un periodo che possiamo chiamare di consolidamento. L’episodio principale sono le manifestazioni – e la repressione – di Napoli, a metá Marzo. Il sito di Indymedia Italia é il punto di riferimento principale per l’upload di notizie e foto. Il video, Zona Rossa, montato nelle settimane successive alla mobilitazione, rappresenta l’occasione per l’incontro tra una serie di soggetti e realtá, che sanciscono il radicamento del progetto IMC in territorio campano ed evolveranno successivamente nel nodo locale della rete IMC, Indymedia Napoli.
La partecipazione al progetto Indymedia aumenta progressivamente, a livello nazionale, in primavera, in parallelo con i grandi preparativi dei movimenti verso le giornate di Luglio. Nel frattempo, Indymedia Italia affina dotazioni tecniche e competenze degli attivisti, migliora e rende piú completa la sezione di analisi e approfondimento del sito web, si mette in rete con altri soggetti per articolare una proposta di informazione alternativa sul g8 – che diventerá, nei fatti, il mediacenter di Genova e le pratiche di gestione di quello spazio.”


Una versione meno formale degli inizi è raccontata da un altro che li conosce bene:


“Nel giugno 2000 void e devmat decidono di usare il logo di indymedia come uno specchietto per le allodole durante le mobilitazioni contro l’OCSE di Bologna, ennesimo passaggio del tour cominciato con i CPT e passato per Mobilitebio. Indymedia italia nasce così, come giochino da dare in pasto ai media al fine di dare visibilità alle mobilitazioni. Ai tempi non esisteva il process per diventare un nodo locale di indymedia, e il tutto si basava sulle buone relazioni con chi si era inventato indy a Seattle. Devmat, globetrotter del movimento all’epoca, aveva le relazioni, void il know-how tecnico. Dopo giugno 2000, il giochino indy rimane un po’ in sordina, mentre cresce lo sforzo fatto da alcuni ignoti che documentano in presa diretta le mobilitazioni: il sito degli sgamati diventa un punto fermo dell’informazione indipendente tanto quanto ecn o tmcrew. Indy ancora non se la cagano in molti, rimasta una lampadina molto luminosa, usata per quel che poteva dare: il brand.Ma durante l’estate succede una cosa curiosa: un gruppetto di persone provenienti da vari hacklab e da alcune esperienza telematiche (i suddetti sgamati, hacklab FI, LOA hacklab MI, Underscore TO, altri sparsi) si ritrovano in quel del nuovo Bulk (occupato proprio a Capodanno) insieme a Void. L’argomento è indy e il suo uso potenziale. Il gruppo che si ritrova è eterogeneo: si era giovani e ingenui, ma onesti nella voglia di fare e nel desiderio di creare uno strumento utile per tutti. Ammetto che forse non per tutti era chiaro il passaggio che stavamo compiendo, ma perlomeno una buona parte lo sapeva. Guardandolo in retrospettiva è stata una mossa di entrismo che più trotzkista non si può, ma nessuno dei presenti era trotzkista, né aveva la malizia con cui si fanno più avanti negli anni queste mosse. Per molti era semplicemente uno spreco che uno strumenot così potente fosse usato come puro e semplice brand: c’erano un sacco di cose migliori per cui usarlo!Così chi era al Bulk quel giorno decise di entrare nella lista di gestione di indymedia e di iniziare a usarla per quello per cui serviva di più: creare un nuovo media dal basso di informazione, un canale potente, libero, aperto. La forza di chi era lì quel giorno, era il sentirsi una comunità, sentire molto denso il rapporto di fiducia con gli altri, a prescindere dalle differenze politiche. Ed è con questa forza che un gruppo di smandruppati si prese indymedia italia e lo trasformò a propria immagine e somiglianza. Difetti inclusi.Da lì in poi la storia è nota: l’ultimo esperimento misto sgamati/indy per Praga 2000, la preparazione di Genova, la crescita di partecipazione e l’imposizione della logica antiegemonica e libertaria, l’aumento di visibilità del 2001-2002, la crisi nel momento in cui quella comunità che si credeva forte ha iniziato a dubitare di sè stessa, trascinata nei drammi ridicoli della Politica di movimento. Da lì in poi molti la vedono in maniera diversa, ma pochi si ricordano di come è cominciato il “periodo d’oro” di indy, quel momento in cui credevamo di costruire qualcosa di intrinsecamente diverso, mentre eravamo noi ad essere diversi dal resto del politicume.”

[Testo integrale qui]


Nel novembre del 2000 gli iscritti alla lista di gestione sono appena 35, ma già fervono i preparativi logistici per coprire in modo adeguato il prossimo G8 di Genova: riunioni, contatti, progetti relativi al media-center sono alcuni dei temi discussi.

Ma siamo comunque ancora in una fase iniziale di assestamento, il sito non è molto frequentato e si discute spesso di come gestire le informazioni e gli archivi del materiale che si va accumulando. Il sito, ancora in fase sperimentale, sta lentamente prendendo la forma che poi lo avrebbe accompagnato per anni: la parte centrale della pagina dedicata alle “feature” (gli articoli preparati da chi fa indymedia) e la colonna destra, il “newswire”, aperta ai contributi di chiunque.

Alla fine del 2000, le statistiche degli accessi al sito segnalavano che


viaggiamo intorno ai 150 visitatori al giorno. nel caso di eventi
particolari si va dai 400 ai 1000 visitatori. le pagine viste al
giorno, ovvero le ‘impression’ sono di media 400.


Il progetto vivacchiava, snobbato dai mass-media ufficiali ma anche da buona parte del movimento. Nonostante il sito permettesse, per la prima volta in modo facile, di pubblicare senza filtri preventivi testi e immagini il suo impatto sul sistema dell’informazione italiana era stato poco significativo.

Ma già erano presenti e discusse molte delle problematiche che, negli anni a seguire, perseguiteranno inesorabilmente tutti coloro che faranno indymedia: i problemi legati all’open publishing, i rapporti con i media ufficiali e le questioni relative alla repressione, solo per citarne alcuni.

Alla fine del 2000 si tiene a Roma il primo incontro nazionale di “Indymedia Italia”:


IMMEDIATA CONCEZIONE

A Roma, al Forte Prenestino, si terra’ l’8 dicembre
la proiezione in anteprima mondiale di “Praga 2000: il film”,
il documentario realizzato da Indymedia Praha in
collaborazione con centinaia di videomaker e giornalisti.

A seguire il primo incontro nazionale di Indymedia
Italia, discussione sul titolo da dare al film e
sull’organizzazione, bilancio di questi mesi di
attivita’, ecc. Organizziamoci fin da subito!
Maggiori info in arrivo da Roma…


 

Continua con… Andare a Genova passando per Napoli