Sabato 7 settembre ero a Lucca a fare foto al “Toscana Pride”. Più che le facce mi piace fotografare striscioni, cartelli, bandiere e simboli vari. Di seguito qualcuna delle foto e qualche riga di commento.
Lo striscione dell’Unione deli Atei e degli Agnostici Razionalisti non lascia adito a dubbi, forse qualcun* non sa o non si ricorda che “Il paradiso può attendere” (Heaven Can Wait) è il titolo di un film del 1978 quando molt* dei partecipanti al Pride non erano ancora nati. Il messaggio comunque è chiaro e forte.
Forse il cartello più stravagante che ho visto è quello con su scritto “Casa Proud”. La provocazione è evidente anche se il ragionamento non è proprio chiaro. Credo che anche per questo sia stata aggiunta una coppia di bandiere “Antifa” e una casetta con una bandiera arcobaleno.
Continuo ad avere problemi con questo slogan per la sua estrema ambiguità e per il fatto che è usato sia da sostenitori dello Stato di Israere che da sostenitori della causa palestinese. Come ho già scritto su questo blog preferisco di gran lunga “From the river to the sea all people must be free” che sicuramente è un pessimo inglese ma altrettanto sicuramente non si presta ad ambiguità. Pazienza.
Non mi sembra di aver visto uno striscione “ufficiale” ma c’era questa bandiera solitaria dell’Ordine degli Psicologi. E le psicologhe? Sarebbe pretendere troppo?


